Street Dance

HIP HOP

La danza hip hop è una disciplina di ballo, recentemente considerata anche come “danza sportiva” dalla IDSF (International Dance Sport Federation), che proviene dal movimento Hip Hop e ne conserva le caratteristiche culturali ed estetiche. Le principali tecniche della danza di strada (street dance) sono il b-boying (breakdance), il locking, il popping e l’uprock.

Per street dance (danza di strada o danza urbana) si intende un insieme di stili di danza evolutisi al di fuori delle scuole di ballo tradizionali, in spazi aperti quali strade, dance party, feste di quartiere, parchi, cortili scolastici, rave party, night club, ecc… In genere sono basate sull’improvvisazione e sulla socializzazione, incoraggiando l’interazione e il contatto con gli spettatori e con gli altri ballerini. Questi balli si sono evoluti da contesti urbani e suburbani in forme di cultura underground; fanno parte della cultura locale, alla stessa maniera della danza popolare (anche se, con l’avvento di Internet, la danza sembra essere condivisa tra persone con gli stessi gusti musicali sparse per il mondo).

L’hip hop è un movimento culturale, nato negli anni settanta.

Nonostante la sua nascita particolare l’hip hop passa attraverso tre fasi:

Old School Hip Hop: per quanto riguarda il periodo “old school hip hop” troviamo i padri della musica rap, come Afrika Bambaataa e Dj Kool Herc, che già negli anni settanta portarono il mondo occidentale a conoscenza di una variante musicale chiamata hip hop. In questi anni vennero trattati anche altri stili musicali differenti, fondamenta per la nuova variante musicale, il soul, la black music, il funk e la disco music. Inoltre cresceva sempre di più la capacità dei vari dj nel “mixaggio” delle basi rap con l’inserimento dei “break”, pause attraverso le quali si scandiva il tempo e lo schema metrico per un testo puramente in rima. Dalla metà degli anni settanta ci fu una diversificazione e un’espansione di questa cultura e infatti vi erano due correnti contraddistinte. Una pendeva sulla scarsità di rime nelle canzoni compensata da una qualità musicale atta al ballo, denominato più precisamente Breaking, termine successivamente coniato dai mass media televisivi e radiofonici con l’epiteto “Breakdance”, per questioni di mera comodità essendo di fatto un tipo di danza che “rompe” il beat; l’altra invece pendeva la sua concentrazione sull’elaborazione di rime dal punto di vista del contenuto e dello stile.

Età dell’oro:  come prova evidente di questa diffusione intorno agli anni novanta furono introdotti nuovi stili musicali che si basavano sul hip hop rap. Tra questi i più importanti furono e sono ancora oggi esistenti: Rapcore, Latinrap. Rapcore sta per “mixaggio” tra rap e rock e non solo poiché il rap ormai poteva essere utilizzato come “corredo” per ogni stile musicale. Latinrap invece fu inventato per un’esigenza di aggregazione con i paesi latino-americani e la loro popolazione chiamata Latinos. Soprattutto verso la fine degli anni novanta questo genere musicale ebbe un’importante espansione grazie all’ingresso di sottogeneri musicali come Reggaeton, Ragga, merenrap.

Età moderna: questa è la fase che arriva fino ai giorni nostri dove abbiamo nuovi stili musicali sicuramente influenzati dalla commercializzazione di questo genere musicale. Stili come il gangsta rap, Hardcore rap e l’era del “Bling” fanno da protagonisti al rap commerciale. Artisti come Tupac Shakur, Dr. Dre hanno rivestito un ruolo fondamentale anche se macchiato dal sangue. Dalla metà degli anni novanta venne utilizzato Gangsta rap perché il rap veniva fatto da gang che si estendevano dalla costa est alla costa ovest americana. Questa rivalità tra West coast e East coast finì solo con la morte di due importanti rapper: Tupac Shakur e Notorius Big. I testi rap diventarono non più improntati sulla ribellione razziale o ribellione ai fini sociali ma venne utilizzata come strumento di offesa per i rapper di una fazione rispetto all’altra. Oggi il rap è una “macchina da soldi” che sta facendo sempre più successo e riesce a mischiarsi con tutti i generi musicali. Negli anni 2000 nascono nuove modalità di scrittura e nuove basi musicali abbinati a stili sempre più nuovi. Come basi musicali non vengono più utilizzati pezzi funk o soul ma trap e dubstep, mentre come modalità di scrittura abbiamo l’extrabeat e house rap. Il tempo moderno è caratterizzato dalla cosiddetta era dei “Bling”, portata avanti dai pionieri del rap americano come Emi

REGGAETON

 Il reggaeton è un genere di musica da ballo originatosi a Porto Rico negli anni novanta. Le sue origini sono però da ricercarsi nella musica reggae cantata in spagnolo a Panama ancora negli anni settanta. Nei primi anni 2000 si diffonde anche nel resto del mondo: in America del Nord, poi anche in Europa, attraverso la Spagna, prima come genere di nicchia e puramente da ballo e poi anche come genere commerciale.

Il reggaeton miscela musica giamaicana con influenze del reggae e del dancehall, con ritmi dell’America Latina come la bomba e la plena, e sonorità tipiche della musica Hip hop. La musica è inoltre combinata con il rapping in lingua spagnola. Le influenze di questo genere si sono diffuse tra le più ampie comunità latino-americane degli Stati Uniti così come tra il pubblico del Centro e Sud America. Il suono del reggaeton è caratterizzato da uno stile recitativo e un ritmo sincopato prodotto elettronicamente, accompagnato da diverse melodie, che servono d’appoggio; questo ritmo ha la sincronizzazione caratteristica che guida la maggior parte delle canzoni. Il reggaeton, come il suo antenato, il regge in spagnolo, presenta aspetti influenzati da altri stili che si ascoltano in Giamaica, ispirati a suoni afro-caraibici, come per esempio il calipso e la soca. Sebbene questo genere subisca le influenze di stili come l’hip hop e la dancehall giamaicana, è sbagliato definire il reggaeton come la versione “latina” di questi generi. In quanto, il reggaeton ha un suo specifico beat ed un suo peculiare ritmo, considerando che il Latin rap è semplicemente hip hop registrato da artisti con ascendenze latinoamericane. Il ritmo tipico del reggaeton viene individuato con il termine “Dem Bow”, che deriva dal titolo di una canzone dancehall giamaicana, scritta da Shabba Ranks, che rese popolare e aiutò la diffusione di questo tipo di ritmo nei primi anni ’90. Il tempo è generalmente di 4/4, e la base ritmica di una battuta tipica del Reggaeton è composta da un colpo di cassa che dura una semiminima puntata, un colpo di rullante della durata di una croma, un colpo di cassa di una semiminima e un colpo di rullante anch’esso di una semiminima. Nella quasi totalità delle registrazioni reggaeton, la cassa presenta pochi bassi rispetto ad altri generi elettronici, con un picco invece sulle frequenze medio-alte che ne accentua l’effetto di spicco nel mix audio. Gli artisti tendono a recitare i loro testi con una tecnica comune chiamata rapping al posto di cantare com’è solito fare. Nonostante ciò, ci sono anche coloro che mischiano le due tecniche nella medesima canzone, per dare un tocco di originalità.

BREAK DANCE

l breakdancing meglio conosciuto come breaking o b-boying/b-girling, è una danza di strada sviluppata da teenager afro-americani e latino-americani nel Bronx di New York a partire dalle feste organizzate da dj Kool Herc nel 1972. Kool Herc coniò il termine b-boy e b-girl (letteralmente “breaks boy/breaks girl”) per identificare chi si scatenava nelle danze durante i breaks, assoli di percussione che venivano estesi tramite la tecnica del merry-go-round. Si tratta di una danza individuale originariamente svolta all’interno di un cerchio di persone (cypher) e composta da una parte in piedi (toprock) e una serie di movimenti a stretto contatto con il pavimento (footwork, powermove, freeze). Diffusasi a livello globale a partire dalla prima metà degli anni ottanta, insieme a writing, mcing e djing è considerata una delle discipline che compongono la cultura hip hop.

Nonostante nella cultura popolare e nell’industria dell’intrattenimento mainstream sia spesso usato per riferirsi a questo tipo di danza, il termine «break dance» è improprio.

Fra il 1968 e il 1973 le guerre territoriali fra gang sconvolgevano il Bronx. Se ne contavano un centinaio per un totale di circa 11 000 adolescenti, di cui il 70% portoricani e il resto neri. Dopo una spirale di odio che provocò la morte di numerosi giovani, grazie alla mediazione dei Ghetto Brothers con i rappresentanti delle maggiori gang. La carica aggressiva e lo spirito combattivo proveniente dal periodo delle gang fu utilizzato dai primi b-boy per caratterizzare il proprio modo di ballare.